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Antenna selvaggia: presto il regolamento comunale In evidenza

  • Giovedì, 12 Giugno 2008 00:00

            Molti ricorderanno la cosiddetta vicenda “Antenna Selvaggia”, quando nel gennaio del 2006 un privato affittò un terreno sito in via Trentino, nel quartiere S.Giovanni a Campobasso, ad un gestore di telefonia mobile affinchè venisse installata un’antenna.       

     La mobilitazione popolare dell’Associazione di Quartiere portò al blocco dei lavori, ma la minaccia incombe ancora sia sul quartiere che sull’intero territorio cittadino.            In questi anni, infatti, sono sorte in modo caotico antenne e ripetitori un po’ dovunque, dai terrazzi condominiali ai tetti degli edifici pubblici, senza alcuna regolamentazione.            Da quell’episodio nacque una mobilitazione dei comitati di cittadini ed Associazioni di quartiere che spinse il Consiglio Regionale del Molise ad approvare una legge regionale, la n. 20 del 2006, che disciplinava l’installazione e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile e di radiodiffusione.            Tuttavia, la legge regionale demandava la concreta applicazione dei principi in essa sanciti ad un regolamento che ciascun Comune avrebbe dovuto approvare.            Il Comune di Campobasso è tutt’ora privo di tale regolamento, in quanto la bozza predisposta dai comitati cittadini e dalle Associazioni di quartiere, in sintonia con l’Assessore Comunale all’Ambiente Marco Petti, è ancora al vaglio della competente commissione comunale.            Da più di un anno, infatti, la proposta di regolamento è ferma in Commissione in quanto ciascuna struttura tecnica comunale vi ha apportato le proprie modifiche di competenza (la questione investe profili di natura amministrativa, urbanistica, edilizia e sanitaria), ed infine perché la cartografia del territorio comunale non era stata ancora approntata.            Adesso, tuttavia, pare essere giunti in dirittura d’arrivo, in quanto tutti i necessari pareri sono stati acquisiti e, dopo l’approvazione in Commissione, il provvedimento dovrebbe giungere all’esame del Consiglio Comunale nel mese di luglio.             I punti salienti della proposta di regolamento sono la suddivisione del territorio in : 1) zone sensibili : singoli edifici (scuole, ospedali, ecc…) in cui l’installazione è vietata;2) zone di installazione condizionata: aree comprese nel raggi di 150 metri dal confine esterno dei singoli beni classificati come sensibili, in cui l’installazione può essere consentita a condizione che siano presenti aree di proprietà comunale;3) zone idonee alla installazione: aree industriali, aree a bassa o nulla densità abitativa.             Al Comune spetta individuare sia le aree del demanio comunale idonee ad ospitare gli impianti, le quali assumono priorità in fase di pianificazione annuale, che le aree sensibili.             Nasce il Piano annuale dei siti: ciascun concessionario presenta ogni anno al Comune il piano-programma contenente l’indicazione degli impianti esistenti e di quelli che si intende realizzare. Al di fuori di tale Piano, nessuna nuova autorizzazione può essere concessa.            Il Piano viene approvato dalla Commissione Tecnica Comunale, la quale dovrà consultare in proposito anche i comitati dei cittadini e le Associazioni di quartiere, concedendo loro la possibilità di depositare le proprie osservazioni.            Infine, il punto forse più innovativo: il Comune è tenuto a destinare i proventi derivanti dalle sanzioni e quelli derivanti dai canoni di affitto all’avvio di campagne per informare i cittadini sulla effettiva intensità delle emissioni provenienti dagli impianti esistenti sul territorio comunale.   

Letto 1399 volte Ultima modifica il Sabato, 19 Aprile 2014 19:59

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