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    Festival del Teatro 2023: il cartellone

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Festival del Teatro 2023: il cartellone

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E' pronto il cartellone del Festival del Teatro 2023!

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BenEssere insieme anche per la stagione 2023

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Anche questa estate il Parco ospiterà l'iniziativa "BenEssere insieme".

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Torna il sole per la 23° Festa di Primavera

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23° Festa di Primavera !

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Spettacolo finale del laboratorio burattini

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Mercoledì 3 maggio, presso il Distretto Sociale di via Emilia, si è tenuto lo spett...

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Recuperato il Campetto di calcio a 5 di via Marche

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Ottima riuscita della "Festa dell'Albero" 2014. In evidenza

  • Lunedì, 17 Marzo 2014 00:00
  • Scritto da

Una magnifica giornata primaverile ha accompagnato la messa a dimora di 20 alberi nel giardino della Scuola "Iovine", in occasione della Festa dell'Albero.

piantumazione 12

Festa dell'Albero alla Scuola "Iovine" In evidenza

  • Venerdì, 14 Marzo 2014 00:00
  • Scritto da

Sabato 15 marzo, dalle ore 10,00 torna la Festa dell'Albero presso la Scuola "Iovine", giunta alla quarta edizione. 

scuola iovine

Grazie alla collaborazione della Provincia, sono state acquistate nuove essenze arboree che saranno piantumate nell'area verde dell'Istituto Comprensivo, dove i soci della Cooperativa "L'Erba del Vicino" hanno già provveduto a preparare il terreno. Seguirà una merenda a base di frutta, mentre nelle settimane seguenti i volontari della nostra Associazione provvederanno alla pulizia dei muri esterni della Scuola, imbrattati dai vandali.

Il giornalino dell'Associazione "Good morning San Giovanni"

  • Giovedì, 30 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

Nato nel 1999, il giornalino dell’Associazione di quartiere ha avuto come scopo l’informazione ai cittadini sulle iniziative intraprese dall’Associazione stessa, oltre ad ospitare le segnalazioni di problematiche varie, di comune interesse dei residenti.

Particolarmente utile è stata la funzione di informazione periodica e costante sullo stato dei lavori delle opere pubbliche in atto nel quartiere.

Sono  stati pubblicati 24 numeri, con un’uscita periodica di 4 volte all’anno, distribuiti gratuitamente in 2.500 copie.

Il giornalino,  è stato sospeso nel 2010, perchè ormai ritenuto superato come mezzo di comunicazione.

>> Archivio numeri pubblicati <<

Il Festival del Teatro Popolare In evidenza

  • Giovedì, 30 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

L'idea di fare Teatro a S.Giovanni ha mosso i primi passi nel 1998, con l'avvio di un laboratorio denominato "Chi è di scena", cui hanno partecipato gli anziani del Centro Sociale "L'Incontro" e gli alunni della Scuola Media "Iovine". Da lì è partita, poi, la prima rassegna di compagnie teatrali locali, ed infine il progetto si è pian piano sviluppato sino ad assumere le caratteristiche di un Festival la cui notorietà ha varcato i confini regionali.

La notte del teatro 1il Teatro visto dall'alto

Ospita Compagnie teatrali molisane e delle regioni limitrofe le quali, nelle serate di luglio e agosto, intrattengono il numeroso pubblico che accorre da tutte le zone cittadine e dai paesi vicini.

Affidato alla direzione artistica di Lino D’Ambrosio, il Festival è ormai un'affermata rassegna attesa da migliaia di appassionati. Ad esso è stato affiancato un concorso fotografico che riscuote ogni anno un grande successo.

Dopo un periodo caratterizzato dal sostegno economico degli Enti Locali, l'Associazione sta seguendo la strada dell'autofinanziamento, attraverso la sponsorizzazione da parte di ditte locali.

Possiamo affermare che oggi il Quartiere San Giovanni ha costruito intorno al Festival una propria identità, capace di riscattarlo dall'immagine di quartiere-dormitorio consolidatasi nel corso dei decenni.

L'Associazione si sta prodigando affinchè il Festival continui ad esistere, nonostante le grandi difficoltà economiche degli ultimi anni: è un impegno preso nei confronti dei cittadini del Quartiere e di tutti i campobassani.

La rassegna ha inizio il 15 luglio e termina, in genere, il 10 agosto.

Nel 2017 il Festival ha celebrato la sua 21° edizione.

Nell'estate del 2020, a causa della pandemia, il Festival si è svolto on-line, attraverso la visione, sull'apposito canale YouTube, di alcune delle commedie più significative già andate in scenza dal vivo nelle precedenti edizioni.

Locandina Teatro 2006il programma 2006

 Locandina Teatro 2007il programma 2007

Locandina Teatro 2010 1il cartellone 2010locandina teatro 08il cartellone 2008locandina teatro 2011il programma 2011

 locandina teatro 2008 bisil programma 2008 bisLocandina TEATRO 2013il programma 2013

Locandina Teatro 2012il programma 2012Locandina Teatro 2009il programma 2009

 Locandina Teatro 2014 1il programma del Festival 2014

Teatro 2015 locandinail programma del Festival 2015

locandina TEATRO 2016il programma del Festival 2016

LOCANDINA TEATRO 2017 VERTICALEil programma del Festival 2017

Teatro manifestiTeatro scena 2010

baranello pubblicoin caso di maltempo, le rappresentazioni si tengono in palestra

pubblico festival Teatro

 

Teatro dallalto di sera

panoramica pubblico 2017 1

panoramica teatro 2017 1

 

La Festa di Primavera In evidenza

  • Giovedì, 30 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

Festa di PrimaveraLa Festa di Primavera si tiene ogni anno nell’ultima domenica di maggio.Festa di Primavera

Il programma prevede la celebrazione della S.Messa all’aperto, giochi per bambini, tornei sportivi ed esibizioni musicali.

E' divenuta, col passare degli anni, la Festa del Quartiere, l'occasione in cui i residenti possono incontrarsi e socializzare trascorrendo all'aperto una bella giornata di sole.

                                         Nel 2017 si è svolta la 19° edizione.

Il Convento di S.Giovanni dei Gelsi

  • Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

LA STORIA DEL CONVENTO di S.GIOVANNI DEI GELSI  

IL MOVIMENTO FRANCESCANO NEL MOLISE E IL CONVENTO DI S. GIOVANNI DEI GELSI

Convento San Giovanniil Convento San Giovanni nel 1920Per comprendere l’avventura francescana, bella come una leggenda, esatta come una storia, bisogna rifarsi al Duecento. Nei primi tempi dello straordinario movimento religioso, suscitato da S. Francesco d’Assisi (1182-1226), le popolazioni del Molise dovettero conoscere i Frati Minori. Il prelato Giacomo da Vitrj, nella sua lettera dell’ottobre 1216, fa sapere: " i Frati Minori, per tutto l’anno, si recavano in Lombardia, Toscana, Puglia e Sicilia".             

Qui il termine Puglia va inteso in largo senso e si estende anche al Molise. La pretesa di cronisti indulgenti a informazioni vaghe e incontrollate, o a tradizioni popolari tardive, di attribuire a S Francesco la fondazione di alcuni conventi nelle regioni della Puglia e del Molise, non trova riscontro nella realtà storica del Duecento. Stando alle fonti primarie del movimento francescano, si dovrà concludere che non vi sono elementi storici probativi per poter attribuire a S. Francesco tali fondazioni.              

All’affermazione del movimento francescano in Puglia dette impulso vigoroso il passaggio del Santo, che sostò a Bari, passò per Gaeta sulla via Appia, visitò il Monte Gargano, probabilmente nell’anno 1222.A tale proposito ci si chiede se, in occasione del suo viaggio , S. Francesco sia passato per il Molise propriamente detto. In mancanza di veri documenti, la risposta è negativa. Stando alle fonti primarie della letteratura francescana nessun autore accenna in proposito al Molise; in seguito lo stesso Wadding, nei suoi annali, allorché tratta del viaggio di S. Francesco nella Campania e nella Puglia, mentre indica le cittadine che il Santo ha toccato, non indica alcuna località del Molise.

In una città di circa 60000 abitanti come Campobasso, l’esservi ben quattro conventi francescani non è cosa comune. Senza retorica o compiacenza deve riconoscersi almeno un motivo di simpatia che i cittadini di Campobasso nutrono per i figli di S. Francesco A render più suggestiva la constatazione è il fatto che tale simpatia risale attraverso i secoli alla fine del Duecento, quando vi era il convento di S.Francesco.

Nel primo ventennio del Quattrocento, I Frati Minori Osservanti presero dimora a S.Giovanni dei Gelsi. Posto sul declivio di una ubertosa collina, alla distanza di 1500 metri da Campobasso, era prima immerso in un bosco frondoso, poi vigilato da quattro gagliardi ed abbondanti cipressi. La fondazione del primo nucleo dell’edificio francescano fu avviata , qualche anno prima del 1418, dal B. Giovanni da Stroncone e continuata dal Vicario fr. Tommaso da Firenze. La costruzione andò a rilento, data la mentalità dei primi Frati Minori dell’Osservanza , e in particolare di fr. Tommaso che mal sopportava la costruzione di conventi , contentandosi di abitare in povere baracche. Comunque nell’anno 1442, il primo nucleo del convento S.Giovanni era un fatto compiuto. Sorgeva a destra dell’attuale chiesa, aveva poche celle, un modesto cortiletto un po’ carcerario.              

Del conventino quattrocentesco sono rimaste tracce delle mura perimetrale e del piccolo atrio visibili dall’alto. Quando Giovanni da Stroncone venne a Campobasso, che cosa trovò sul posto dove doveva sorgere il conventino? Scrittori locali non sono d’accordo: c’è chi dice che vi era un monastero benedettino abbandonato, ma non sappiamo con quale fondamento; c’è chi pensa ad una masseria abbandonata, ma ignoriamo il punto d’appoggio di tale asserzione. In realtà dalla storia della Provincia Monastica di S.Angelo risulta che i primi Osservanti non hanno mai dedicato una chiesa o un convento a S.Giovanni Battista; se tale dedicazione la trovavano la mantenevano, ma essi da principio non l’hanno mai applicata.         

     Di conseguenza si può concludere che Giovanni da Stroncone quando avviò la fondazione del convento di S. Giovanni dei Gelsi dovette trovare sul posto almeno un’antica cappella dedicata a S. Giovanni Battista, e, accanto ad essa, fu costruito il primo nucleo del convento francescano.


I PRIMI FRATI

Il tenore di vita dei primi Frati che vi dimorarono era fortemente caratterizzato da una povertà e da una tendenza eremitica. Tra moltiplicate ore di preghiera e di penitenza, lavoravano nell’orto e nell’incipiente lanificio. Tale asprezza di vita solitaria, rispondente ad una legge di maturazione spirituale, fu la premessa di quell’apostolato fecondo compiuto nel Molise. Molti di essi nel convento di S. Giovanni si formarono , da esso uscirono per andare incontro al popolo nelle sue spirituali esigenze. Resta il fatto, storicamente ineccepibile, che nei secoli XV e XVI il convento di S. Giovanni visse momenti che sanno di eroismo.             

In seguito la sua storia presenterà pagine interessanti in altri campi, ma in quello della santità di vita e dell’apostolato a largo raggio bisognerà rifarsi al Quattro e Cinquecento. I Frati minori Osservanti, cresciuti di numero, costruirono attaccato al nucleo primitivo l’ampio convento di S. Giovanni tra il 1500 e il 1513. Esso disponeva di oltre 40 celle e di molteplici locali a piano terra.

Un chiostro con due rustici pozzetti spezzava la monotonia delle linee architettoniche che non hanno alcuna pretesa artistica. L’edificio, dalle mura costruite senza risparmio, dai robusti soffitti armati con travi colossali, dalla pavimentazione in legno, dai divisori impastati con malta e cannucce, da quasi cinque secoli si mantiene integro nei suoi elementi essenziali di solida struttura e di buona funzionalità, nonostante i terremoti e le varie trasformazioni non sempre felici. Il perito Luigi Nauclerio in un suo scritto del 1688 così descrive il convento di S. Giovanni: "Prima di giungere in esso vi è un boschetto di querce rosse, erbato sotto, che con altri giardini murati, attaccati al monastero, circuisce da mezzo miglia in circa... Appresso la porta delle chiesa vi è anche la porta che entra nel monastero, dove vi è il chiostro ,piccolo, con cisterna, con diverse stanze per officine...

Da detto chiostretto per un corridore si va in un altro claustro più grande di detto, con cinque arcate matte da un lato e tre dall’altro, con celle sopra per li tre lati... Alla fine da un lato di detto claustro, vi è la grada di fabbrica che ascende nei dormitori, consistenti in tre corridori, vi è una loggia coverta a tetti.               

Il convento di S. Giovanni dei Gelsi è passato alla storia come "Pannifica officina". Gonzaga, che scriveva nel 1587, dice che vi erano 30 Frati, di cui due soltanto sacerdoti, impegnati in " Pannifica officina".              

Alcuni erano addetti alla raccolta della lana. Per disposizione sovrana di Federico d’Aragona i frati potevano prelevare dai centri di raccolta un sufficiente quantitativo. In seguito il Re faceva dare annualmente 50 corone auree. L’imperatore Carlo V raddoppiò la somma e Filippo II la portò a 200 corone, dietro supplica dei frati Bernardino da Sepino e Serafino da Cagnano. Un’officina ben organizzata che funzionava in piena regola: Frati che sceglievano,cardavano,filavano e tessevano. Il tessuto veniva messo nel "valgatoio"; dopo tale operazione il panno venevi rimesso a S. Giovanni ove vi erano frati specializzati in sartoria, i quali, durante l’anno, si recavano in ciascun convento della Provincia per prendere le esatte misure degli abiti dei frati. Ritornati al lanificio confezionavano gli abiti.                      

Al ritiro di essi doveva provvedere il superiore di ciascun convento. All’amministrazione della Pannifica presiedeva un Definitore Provinciale e non c’era verso di ottenere il panno se non si era in regola con le tasse. La Pannifica fu in piena efficienza fino all’anno1811. Poi andò mano mano estinguendosi. Le ordinazioni dei Capitoli Provinciali, gli Statuti particolari, le lettere circolari non valsero a trattenere in vita il lanificio. La ragione principale fu la mutata fisionomia del convento S. Giovanni. Con la costituzione della Provincia di S. Ferdinando, il Ministro Provinciale risiedeva nel convento di S.Maria delle Grazie a Campobasso. Venuto a mancare questo convento per ilo terremoto del 1805, il Ministro Provinciale dovette trasferirsi nel convento di S.Giovanni, che dichiarato Studio Generale, mal si adattava alla permanenza del lanificio. Di questa plurisecolare attività dei Francescani restò solo ricordo attraverso qualche telaio sgangherato che, fino a pochi anni prima, si vedeva ancora. 


LA BIBLIOTECA DI S.GIOVANNI             

Dopo la soppressione murattiana, il convento S.Giovanni divenne centro di studi della Provincia Monastica di S. Ferdinando. Gli dettero prestigio i Padri Lettori Reginaldo da S. Giuliano, Francesco da Sepino, Aurelio da Fossalto e in particolare Lorenzo Moffa da Riccia, Dionisio Piccirilli da S. Giovanni in Galdo e Giuseppe da Macchia. Fino a tutto il secolo XVIII, S. Giovanni dei Gelsi, popolato di fratelli laici intenti al lanificio, non aveva una biblioteca.              

Il primo fondo librario fu quello venuto dal convento di S. Maria delle Grazie, fondo che i Francescani salvarono dalle macerie causate dal terremoto. La biblioteca di S. Giovanni, per un complesso di circostanze fortunose, fu salva, anche negli anni della soppressione del fondo librario rimase sempre nei locali del convento. Opera meritoria hanno compiuto i Francescani nel 1958: con la rinnovazione del convento hanno pensato a sistemare nuovi e spaziosi locali per la biblioteca, dotandola di moderne attrezzature necessarie per simile istituto.              

I Francescani di S. Giovanni, da soli, affrontavano la spesa nel 1969 di tre milioni di lire per la sola scaffalatura in metallo. Restava da compiere il lavoro tecnico della riparazione e della sistemazione dei libri con relativi schedari. Cosa che i Francescani hanno fatto nel 1973-74. La rinnovata biblioteca è stata intitolata a P. Dionisio Piccirilli che proprio in questo convento scrisse le sue opere filosofiche e giuridiche. Così rinnovata e incrementata da libri offerti dai conventi di Sepino, Toro, Casacalenda e Ielsi, essa sia pure modestia contando appena 13000 volumi schedati è aperta a studiosi e conferisce lustro e decoro a S. Giovanni dei Gelsi a Campobasso.


IL CONVENTO NEL XIX SECOLO             

Convento San Giovanni1920Nella tormenta delle soppressioni degli Ordini Monastici nel secolo XIX il convento di S: Giovanni, in pratica non fu mai chiuso ai religiosi. Destinato a convento di Concentramento esso dovette accogliere anche frati provenienti da conventi vicini.              

Nel 1866 fu la tragedia per tutti: conventi chiusi e frati dispersi. Ma a S. Giovanni dei Gelsi la tragedia prendeva contorni e assumeva sfumature di commedia. La legge eversiva lo aveva chiuso, le autorità locali ascoltavano ma non vedevano, pochi Francescani rimasero a custodire il caro luogo, a svolgere il sacro ministero.              

E’’ noto che con l’articolo 20 delle legge del 7 luglio 1866 lo Stato Italiano stabiliva che i fabbricanti dei conventi soppressi potevano essere ceduti ai Comuni per opere di beneficenza, purché gli stessi Comuni ne avessero fatto richiesta nel termine di un anno. Il Comune di Campobasso, con a capo il sindaco Achille De Gaglia, con delibera del 24 agosto 1866, chiedeva al Governo la cessione del convento S. Giovanni per adibirlo ad asilo di mendicità.              

La richiesta venne accolta e il rappresentante del Governo, in data 8 settembre 1867, consegnava al Comune il fabbricato, il giardino, la chiesa, i mobili ed arredi sacri. Il cessionario Municipio si assumeva gli obblighi imposti dalla legge del 7 luglio 1866, nonchè quello di provvedere a proprie spese all’ufficiatura della chiesa e a tutte le riparazioni necessarie. Nel convento doveva mettersi l’asilo di mendicità. La comoda formuletta "asilo di mendicità" fu una semplice etichetta per avere l’edificio.              

Per oltre cinquant’anni se ne parlò ripetutamente, ma niente di fatto. Soltanto dal 1922 al 1930 vi fu l’asilo di Mendicità in un parte del convento. Nella riunione del 31 marzo 1898, il Consiglio comunale decise che unitamente al fabbricato del convento al Comune venisse ceduta l’annessa chiesa di Giovanni ,rimettendo al Comune la cura dell’officiatura con esonero gli incarico per parte del Fondo Culto; che diventasse del Comune anche l’annesso giardino; che con le fabbriche del Convento confinasse il Camposanto del Comune ben distante dall’abitato.               Nel 1902 il Vicario Generale p. Davide Fleming destinava il convento S. Giovanni a studio di lettere. Con la guerra 1914-1918 anche il convento S. Giovanni per la chiamata dei giovani al servizio militare rimase in custodia di alcuni vecchi frati, che non fecero opere straordinarie ma si dedicarono alla semplice vita comune, mettendosi al servizio dei fratelli in cerca di pace.


S. GIOVANNI DEI GELSI SI RINNOVA             

Dopo la seconda guerra mondiale l’edificio del convento mostrava segni di pericolosità e do crollo totale. Ai frati minori che ivi dimoravano sì impose una dura alternativa: o procedere ad un rinnovamento della casa religiosa, o vederla crollare e abbondonarla. I Frati minori audaci decisero per il rinnovamento. La direzione dei lavori di muratura fu di competenza del Genio Civile di Campobasso attraverso i suoi addetti.               

Il cireneo della situazione e diretto responsabile di tutti i lavori eseguiti dal 1958 al 1969 fu p. Umile Ferrara da Toro che senza retorica potrebbe passare alla storia come " frate muratore". Tutto l’interno del convento e tutte le tettoie sono nuovi. Inoltre, sfruttando un complesso di situazioni favorevoli, negli anni 1968-69, si procedette alla costruzione di un’altra ala del convento, a destra delle chiesa, che comprende sotterranei, un piano rialzato e un piano superiore con 13 celle.            

Nell’anno 1958, durante il centenario della Madonna di Lourdes, i numerosi operai addetti ai lavori costruirono quella rustica grotta che si vede sul piazzale antistante; mancava solo l’immagine della Madonna: un benefattore, Notaio De Socio, fu pronto per la spesa. Nel 1961 altra iniziativa portata a termine: sul piazzale di S. Giovanni sorgeva il monumento a S. Francesco, una statua in marmo, poggiata su robusto piedistallo sul quale sono infissi i medaglioni raffiguranti i Sei Beati e, incise, le parole del Cantico di Frate Sole.               Scartabellando cartacce di archivio s’intravede il filo di una tradizione fatta di cordiale ospitalità e disponibilità che ha distinto i Francescani di S. Giovanni. Nel 1964 accolse gli alunni di una scuola professionale; nell’anno successivo una scuola per piccoli sordomuti; nel 1968 aprono le porte a giovani di paesi lontani che vengono a Campobasso per frequentare le scuole.
           

Nell’opera di restauro non poteva escludersi la chiesa di S. Giovanni. In più di cinque secoli ha subito trasformazioni e rimaneggiamenti non sempre felici e talvolta stonati. La chiesetta quattrocentesca dei primi Frati Minori Osservanti comprendeva più o meno il coro e la sagrestia che riceve luce da romaniche finestrelle.               

Nel Cinquecento, con la costruzione del grande convento, la cappella fu ampliata. Negli anni 1845-54 fu restaurata e ampliata in maniera consistente: fu allungata di sette metri in avanti e costruito l’abito dietro l’altare maggiore. Nel 1923-26 , nelle navata a sinistra, fu innalzata in maniera eccentrica la cosiddetta "cappelle di S. Giovanni". In più di quarant’anni la chiesa non fu toccata. Fu nel 1968 che i Francescani vollero compiere opere di restauro con rinnovamento delle tettoie, rinforzi alle fondamenta e rivestimento in marmo delle pareti. Nella chiesa vi era un organo dei primi anni del Settecento; utilizzando parte del vecchio materiale fu fatto costruire un nuovo organo, sistemato nell’abside con sovrapposizione della pregevole pala lignea della Madonna delle Grazie, incastonata tra le plumbee canne.
           

Padre Doroteo Forte una volta chiese a p. Umile: "Nel 1958 quando hai cominciato a smantellare il vecchio e non avevi ancora i mezzi per costruire il nuovo, sapevi quello che facevi? Ti rendevi conto del rischio nel quale ti mettevi?" . La risposta è stata un cordiale sorriso, quasi a dire: a che serve chiedere spiegazioni su simili avventure, guarda i fatti e " più non dimandare".
           

Certi individui intraprendenti ed estrosi hanno una loro logica speciale che sfugge alle leggi della logica comune.  

LA COOPERATIVA "L'ERBA DEL VICINO"

  • Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

Nel maggio1999 si avvia il PROGETTO INTEGRA , iniziativa dell’Unione Europea finalizzata alla formazione di giovani disoccupati nella gestione e manutenzione di aree verdi e spazi urbani , con la creazione, alla fine del corso, di una COOPERATIVA che lavorerà nel quartiere S. Giovanni dei Gelsi e nella città di Campobasso.

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L’Associazione "Il Nostro Quartiere S. Giovanni" , che ha promosso il progetto, si interessa costantemente del suo evolversi e del suo continuo sviluppoAttraverso il "Patto del Matese per l'occupazione", l'Associazione ha chiesto ed ottenuto un finanziamento per l'acquisto delle attrezzature fondamentali per la cooperativa per la somma di £. 132.000.000.

Con il protocollo d'intesa stipulato con il Comune di Campobasso sono state individuate le aree verdi dove "l'Erba del vicino" svolgerà la propria opera"L' Erba del vicino": è questa la cooperativa nata, il 23 novembre 1999, a seguito del progetto "Integra". Essa si occupa di progettazione, realizzazione e manutenzione di aree verdi; interventi di ingegneria naturalistica; servizi di pulizia e facchinaggio; servizio di piccola manutenzione dei fabbricati; manutenzione e gestione di impianti sportivi.

Durante l'attività formativa si è creato un cantiere didattico che ha permesso di recuparare l' area verde abbandonata della chiesa di S. Pietro e le aiuole situate all'incrocio tra via Lombardia e il ponte Vazzieri. Dopo la costituzione, "L'Erba del vicino" ha continuato a formarsi ed impratichirsi attraverso l'attività di affiancamento all'impresa, effettuata da consulenti esterni specializzati, che ha sviluppato maggiormente le potenzialità di una struttura che già di per sè ha ottime referenze e qualità.

I partecipanti al corso hanno vissuto una bellissima esperienza a livello di rapporti umani, sia con i docenti, i quali sono rimasti in contatto con la cooperativa, sia tra di loro, attraverso uno scambio continuo di opinioni e discussioni.A conclusione del corso di formazione integra "In. Town", è stata costituita dai ragazzi del corso la società cooperativa sociale " L' ERBA DEL VICINO ": Al termine delle ultime ore d'affiancamento teorico-pratico, la cooperativa sarà pronta per entrare nel mercato.

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Attualmente è stata stipulata una convenzione con il Comune di Campobasso che le affida la gestione e manutenzione del verde e delle aree attrezzate del nostro quartiere, oltre che di alcune zone di Colle dell'Orso.

Grazie al finanziamento ottenuto dall'associazione "Il Nostro Quartiere San Giovanni" con il Patto Territoriale del Matese sono state acquistate tutte le attrezzature ed i mezzi necessari. Oltre ai servizi inerenti la progettazione, gestione e manutenzione del verde per i quali si avvale di consulenze specialistiche date da un Dottore forestale, un architetto e un ingegnere, la cooperativa fornisce servizi vari ad enti pubblici e privati, manutenzione e gestione di strutture sportive, interventi di ingegneria naturalistica.

Si invitano tutti coloro che vorranno usufruire dei servizi resi dalla cooperativa a contattare l'associazione Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..  

Associazione e Cooperativail Direttivo dell'Associazione e alcuni soci della Cooperativa

l'Edificio Polifunzionale di via Emilia In evidenza

  • Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

Edificio Via EmiliaL’ EDIFICIO POLIFUNZIONALE di VIA EMILIA

 

Costruito con fondi comunali circa 10 anni fa in via Emilia, l’edificio polifunzionale doveva in origine svolgere la funzione di mercato rionale.

In seguito, gli avvenuti mutamenti nel mondo del commercio cittadino, hanno convinto l’Amministrazione Comunale a cambiarne la destinazione in edificio polifunzionale.

Nel mese di febbraio 2008 sono ripresi i lavori di completamento: quando l’opera sarà pronta, dovrebbe ospitare la sede dell’Associazione di Quartiere, la Farmacia Comunale, il Centro Sociale per Anziani ed altri servizi socio-culturali.

Purtroppo, una serie di vicissitudini burocratiche bloccano da tempo il completamento dell'opera: l'Associazione segue con attenzione questa problematica, essendo convinta che l'immobile potrà offrire nuove opportunità ai cittadini.

Un articolo dalla rivista on-line www.primonumero.it, rende bene l'idea della cronologia degli eventi.

Contenitore_via_Emilia_articolo.pdf

Nel maggio 2017, i lavori del piano-terra si sono conclusi e l'edificio è stato finalmente inaugurato.

Attualmente ospita il Distretto Sociale n. 1 e dà sede al Centro Anziani "L'iniziativa" ed all'Associazione di Quartiere.

 

 

via emilia tabella lavori 

Campo di Calcio a 5 "al Parco"

  • Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00
  • Scritto da

IL CAMPO DI CALCIO A 5  'AL PARCO'

L'amministrazione Comunale ha affidato all'Associazione "Il Nostro Quartiere San Giovanni" il campo di calcio a 5 sito nel Parco "Eduardo De Filippo".

L'impianto, dotato di docce e spogliatoi, è aperto tutti i giorni, dalle ore 15,00 alle 22,00.

La struttura è utilizzabile soltanto previa prenotazione telefonando, nelle ore pomeridiane, al numero 389/5107445.

campetto Parco sopralluogo

Le scuole

  • Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00
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 L’ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO “F. IOVINE”

Le Scuole del quartiere S.Giovanni hanno avuto una vita tormentata, segnata dal comune fattore della precarietà.Scuola

La loro dislocazione dapprima nell’edificio comunale di via Marche, e poi in un condominio di via Toscana ne ha impedito la crescita e lo sviluppo, con la conseguenza che molti alunni hanno preferito iscriversi nelle scuole del centro.

La progressiva rinascita ha visto dapprima la realizzazione della nuova Scuola Materna di via S.Giovanni, e poi, dopo una lunga gestazione dei lavori, della Scuola Elementare e Media di via Friuli.

Quest’ultimo edificio, moderno ed accogliente, inaugurato nel febbraio 2008, è dotato di una palestra propria e consentirà sicuramente agli studenti ed agli insegnanti di operare in un ambiente più idoneo.Scuola

Esso comprende 16 aule per l’attività scolastica, un laboratorio multimediale, linguistico, musicale, biblioteca, mensa con relativi locali vivande, studi per insegnanti, depositi, un ampio auditorium per le iniziative collettive, oltre a spogliatoi, disimpegni e locali igienico-sanitari. Scuola

All'interno della Scuola è nata, per iniziativa di alcuni insegnanti, un'orchestra giovanile denominata "Piccola Orchestra Iovine".

Molti studenti provengono dalla Frazione di Mascione e dal Comune di Gildone. 

 Il sito web dell'Istituto è: www.istitutocomprensivojovinecb.it 

La Scuola dell'Infanzia conta 159 alunni. Il telefono è 0874-482042

La Scuola primaria conta 129 alunni. Telefono: 0874-405760

La Scuola Secondaria Superiore di 1° grado conta 167 alunni. Telefono: 0874-405760.

Totale: 555 alunni.

Orchestra Iovinela" Piccola Orchestra Iovine" si esibisce al Parco S.Giovanni

Coro IovineOpen-Day alla Scuola Iovine

 Carmen e Preside

la prof.ssa Gianfagna (a destra), Dirigente Scolastica, e il presidente dell'Associazione S.Giovanni

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